Formazione liturgica
"Vieni al Padre, fonte di Misericordia"
24 luglio 2024 * S. Cristina vergine
itenfrdeptrues
croce-alba-1A cura di Alfio e Anna

Questa sera spezzerò un pochino il cammino che abbiamo fatto fino adesso sulla santa messa e brevemente vorrei concentrarmi e concentrarvi attorno ai misteri grandi che celebreremo con la settimana santa e in modo particolare con il pio esercizio della Via Crucis.
Stasera vorrei parlarvi un pochino della Via Crucis.

E’ un esercizio di devozione molto importante che si celebra ordinariamente il venerdì ovviamente il venerdì santo, la sera del venerdì santo e anche i venerdì di quaresima nelle parrocchie e nelle comunità.
Ha una tradizione abbastanza antica perché è una devozione che è nata nel pieno del medio evo e soprattutto ad opera di san Francesco.
Dobbiamo tanto a san Francesco anche la Via Crucis, e prende il nome, la Via Crucis, proprio da un frate, non francescano però, ma domenicano che però è dell’ordine dei predicatori mendicanti sempre presente insieme al periodo di san Francesco che si chiamava Rinaldo di Monte Crucis e che stando lui a Gerusalemme insieme ai frati francescani - che sono stati i primi in Terra Santa... noi ancora siamo in terra santa grazie a Francesco d’Assisi convocato dal sultano - e meditavano, i frati francescani e domenicani, la passione del Signore in modo particolare la salita al Calvario, al monte Calvario. La Via Crucis non era ancora strutturata come noi la conosciamo adesso con le quattordici stazioni ma si è strutturata piano piano quindi è nata la Via Crucis attorno proprio al cammino che Gesù ha fatto andando al monte del Golgota che era appena fuori, adesso no, ma una volta era appena fuori Gerusalemme e aveva una forma particolare che richiamava il teschio per questo veniva chiamato Golgota, il monte del teschio, dove è stato crocifisso il Signore Gesù.
Quindi la via crucis ha una tradizione molto antica proprio di contemplazione, di meditazione che i frati francescani e i frati predicatori facevano in quei luoghi santi.
In modo particolare, nel 1294, ne parlano le prime cronache.
Però, c’è un però, la via crucis in realtà è nata ancora prima ed è nata proprio grazie al genio concreto e pratico di san Francesco.
Io stasera mi sono portato le fonti francescane e vi volevo leggere soltanto due piccoli passaggi molto importanti, uno dalla leggenda di tre compagni che è una fonte biografica …. diciamo quella ufficiale è quella di San Bonaventura che è stato ministro provinciale dell’ordine, mentre questa è fatta proprio da tre compagni che sono stati vicino a San Francesco fra cui frate Leone e dice così che: "... un giorno Francesco andava solingo nei pressi della chiesa di Santa Maria della Porziuncola - ancora non c’era la basilica di Santa Maria degli Angeli, la Porziuncola che è la terza chiesa che Francesco ha riparato, la chiesa è dell’anno 1000 - piangendo e lamentandosi a voce alta un uomo pio udendolo suppose che egli soffrisse di qualche malattia o dispiacere e mosso da compassione gli chiese perché piangeva così, disse Francesco “piango la passione del mio Signore per amore di Lui non dovrei vergognarmi di andare gemendo ad alta voce per tutto il mondo” ... allora anche l’uomo devoto si unì al lamento di Francesco.
Spesso Francesco alzandosi dall’orazione aveva gli occhi che parevano pieni di sangue tanto erano arrossati a forza di piangere e non si limitava alle lacrime ma in memoria delle sofferenze di Cristo si asteneva dal mangiare e dal bere.
Francesco d’Assisi non faceva una quaresima ne faceva diverse durante l’anno lui che è il fondatore della vita religiosa moderna e anche della predicazione itinerante non predicava tutto l’anno, predicava un terzo dell’anno, due terzi li passava nella preghiera, nella penitenza e nella vita fraterna (perciò dice anche qualcosa a noi).
La via crucis in verità è nata proprio da questa esperienza di Francesco, cioè Francesco che desiderava piangere senza vergognarsi la passione del Signore.
Un atto di devozione non devozionismo che è una cosa brutta come dice la parola ma devozione, un turbamento di commozione profonda del cuore.
Francesco era un uomo molto pratico.. meditava il giorno straordinario della nascita del Signore? lo lo voglio vedere con i miei occhi e da Greccio nasce il presepe... e con la stessa concretezza Francesco ha maturato in se questa passione, lui non sapeva ovviamente di iniziare tutta una spiritualità che nasce con lui.
Anche le immagini de il crocefisso.
Ai tempi di Francesco non era così il crocefisso.. il crocefisso era sempre un’immagine piatta e gloriosa, come il crocefisso per esempio di san Damiano che è ferito ma è glorioso, sembra quasi che danzi il crocefisso perché faceva riferimento alla spiritualità bizantina.
Con Francesco nasce questo desiderio di entrare nelle piaghe del Signore, nella sofferenza del Signore e nasce anche l’immagine moderna del crocefisso.
Un’immagine molto bella a san Damiano, per chi potrà andarci, è quella del crocefisso di fra Innocenzo da Palermo; è un crocefisso estremamente piagato sembra il crocefisso di Mel Gibson nel film the passion pieno di piaghe, pieno di ferite.
Allora, in conclusione, Francesco uomo concreto non si vergognava di mettere il suo cuore nel cuore di Cristo di immergersi in una autentica commozione, quella commozione profonda, quel pianto radicale che ti cambia.
Allora chiediamo al Signore, in questa settimana santa, certamente, di fare l’esperienza della resurrezione ma di immergerci nel triduo pasquale, nel venerdì santo nella morte del Signore per imparare veramente quelli che sono stati i sentimenti di Gesù nel giovedì santo nel venerdì santo, immergiamoci in questo con generosità e resa.

Paul Freeman

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"... io piego le ginocchia
davanti al Padre,

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