ImmacolataTesti liturgici: Gen 3,9-15-20; Sl 97; Rm 15,4-9; Lc 1,26-38
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Lo abbiamo ascoltato bene. Ci siamo resi conto come il primo peccato abbia avuto un effetto devastante; esso ha alterato il rapporto tra Dio e l’uomo; tale rapporto, che prima era fatto di amore e di fiducia, ora si è irrimediabilmente rovinato.
L’effetto più appariscente e significativo è che da quel momento l’uomo ha paura di Dio, e si vergogna di farsi vedere.
Infatti, alla richiesta del Signore: “Dove sei?”, Adamo risponde: “Ho avuto paura, perché sono nudo, e mi sono nascosto”.
Non solo questo, ma risulta pure che non è in grado di assumersi la responsabilità della scelta fatta.
Sia Lui che Eva si scaricano della personale colpevolezza di quanto è avvenuto: “È stata la donna che mi hai messo a fianco … è stato il serpente che mi ha ingannata …”.
Purtroppo, tante volte anche noi ci comportiamo così! È più facile puntare il dito sugli altri, che riconoscere le proprie colpe!
Inoltra, che significato ha l’espressione di Adamo: “Sono nudo”?
Ha un significato più ampio di quello che potremmo immaginare.
Significa che ha perduto la propria dignità. Anche noi usiamo analoghe espressioni. Per esempio, riferendoci ad un grande ricco che ha sciupato tutti i suoi beni, diciamo che è rimasto nudo, con la conseguenza di lasciare in povertà tutta la famiglia.
L’episodio si conclude con l’espressione: “L’uomo chiamò sua moglie Eva, perché ella fu la madre di tutti i viventi”.
Purtroppo, la maternità di Eva si fonda su dei presupposti davvero tristi. Per il fatto di essere madre dell’umanità, l’umanità stessa ha avuto conseguenze negative; è rimasta “povera”.
Questo male, che abbiamo ereditato, lo chiamiamo “peccato originale”.
Eppure, dentro questa triste vicenda c’è una promessa ed una parola di consolazione pronunciata da Dio stesso verso il serpente ingannatore: “Porrò inimicizia tra te e la donna, fra la sua stirpe e la tua stirpe: questa ti schiaccerà la testa”.
La festa che celebriamo oggi, fa riferimento proprio a tale promessa.
Dalla Vergine Maria è nato il Cristo che, schiacciando la testa del maligno, ha redento l’intera umanità, dando la possibilità di ritornare a vivere secondo il disegno di Dio.
Tutto questo è avvenuto per il comportamento di Maria Santissima, la nuova Madre dei viventi: il suo è stato un comportamento del tutto diverso da quello di Eva, anzi all’opposto.
L’apparente obbiezione posta da Maria: “Come avverrà questo, poiché non conosco uomo”, non è una mancanza di fiducia, ma semplicemente è come se avesse detto: “Non ci capisco niente, non so proprio come questo possa avvenire; però mi fido ed accetto la proposta”.
Ed infatti ha risposto così: “Ecco la serva del Signore: avvenga di me secondo la tua parola”.
In previsione di tale fatto, nei confronti di Maria, il Signore ha voluto fare una eccezione, quella che noi chiamiamo “privilegio”.
Ha voluto che Maria Santissima non ereditasse il danno causato da Adamo ed Eva. Pertanto fu esentata dal peccato originale sin dal concepimento; non è nata “povera”, ma “piena di grazia”.
È la solennità che oggi stiamo celebrando: l’Immacolata Concezione della Vergine Maria.
Maria Santissima, come Gesù, è in tutto simile a noi fuorché nel peccato. Anch’essa ha avuto le prove, le sofferenze, le tentazioni; però si è impegnata a crescere nella fede cercando ogni giorno di comprendere e fare la volontà di Dio.
Ci affidiamo a lei, perché ci aiuti ad avvicinarci sempre più al suo esempio.
Sac. Cesare Ferri rettore Santuario San Giuseppe in Spicello