Omelia delle domeniche e feste Anno A
"Vieni al Padre, fonte di Misericordia"
27 agosto 2026 * S. Monica
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Assunzione altraTesti liturgici: Ap 11,19;12,1-6; Sl 44; I Cor 15,20-27; Lc 1,39-56
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L’Assunzione della Beata Vergine in Cielo è una delle feste più antiche, più care e più sentite, analogamente a quella dell’Immacolata Concezione.
Cosa proclamiamo oggi?
Oggi proclamiamo con gioia che, come Gesù è risuscitato dai morti, così la Vergine Maria è stata assunta alla gloria di Dio in anima e corpo.
In altre parole, Maria pure, come Gesù, è passata per la morte, ma il suo corpo non ha subito la corruzione.
Nelle letture di questa festa, sia nella messa vigiliare, sia in quella del giorno, si parla dell’ “Arca dell’Alleanza”.
Nella Messa vespertina della Vigilia, nella prima lettura tratta dal libro delle Cronache, si racconta come tale Arca è posta con solennità nel luogo appositamente preparato da Davide.
Ecco le parole: “Davide convocò tutto Israele a Gerusalemme, per far salire l’arca del Signore nel posto che le aveva preparato”.
Nella Messa del giorno, dal libro dell’Apocalisse, la prima lettura inizia così: “Si aprì il tempio di Dio che è nel cielo e apparve nel tempio l’arca della sua alleanza”.
Ci domandiamo: cosa è, cosa significa e che importanza ha quest’Arca dell’Alleanza?
Nell’Antico Testamento, l’arca conteneva le tavole della legge del Signore. Le si portava grande rispetto, in quanto conteneva la volontà di Dio.
Nel Nuovo Testamento Maria è definita “arca della’alleanza”, in quanto ha contenuto nel grembo il Figlio di Dio.
Anche la Chiesa è definita “Arca dell’Alleanza”, in quanto tiene in custodia e distribuisce la grazia di Dio, soprattutto attraverso il battesimo, con il quale genera i figli di Dio.
Ciò premesso, è evidente che, tra Maria e la Chiesa, vi è molta somiglianza e un forte legame: molte cose che si dicono dell’una, valgono anche per l’altra.
Pertanto, la donna vestita di sole, con la luna sotto i suoi piedi e sul capo una corona di dodici stelle, che è incinta, contro cui si scatena “l’enorme drago rosso”, non solo è riferito a Maria, ma pure alla Chiesa.
Mettendo a confronto tale dura lotta, notiamo una grande differenza.
Da una parte: l’enorme drago, cioè il diavolo, si scatena contro il figlio nato da Maria, ma è sconfitto.
Dall’altra parte: per vendicarsi si scatena contro i figli nati dalla Chiesa perché si perdano.
Chi può aiutarci in questa lotta per avere vittoria?
In questa lotta, Maria Santissima ha un ruolo insostituibile.
Lei, come Madre, ci accoglie e ci accompagna sino a divenire capaci di seguire Gesù Cristo, dai primi passi sino all’incontro finale.
Come, allora, non essere riconoscenti per tale amore materno e come non lodare Maria Santissima?
Lei lo ha previsto e lo ha cantato: “D’ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata”.
In questo cantico dice pure: “Il mio spirito esulta in Dio, perché ha guardato l’umiltà della sua serva”.
L’umiltà!
È la virtù che dobbiamo esercitare perché Ella possa aiutarci.
Non so quale idea abbiamo noi dell’umiltà.
In ultima analisi si possiede credendo sul serio che senza di Dio non combiniamo nulla, mentre, con l’aiuto di Maria, tutto diventa possibile: per cui ci mettiamo nelle sue mani.
Come ha fatto Maria, quando ha risposto: “Avvenga di me secondo la tua parola”.

Sac. Cesare Ferri, rettore Santuario San Giuseppe in Spicello

 

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"... io piego le ginocchia
davanti al Padre,

dal quale ogni paternità
nei cieli e sulla terra." (Ef. 3,14-15)

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