Omelia delle domeniche e feste Anno C
"Vieni al Padre, fonte di Misericordia"
4 marzo 2024 * S. Casimiro
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Immacolata Concezione
Testi liturgici: Gen 3,9-15.20; Ef 1,3-6.11-12; Lc 1,26-38
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Una cosa è certa, che la solennità di oggi, quella dell’Immacolata Concezione di Maria, è stata ed è rimasta tuttora nel cuore dei fedeli.
E’ pure certo, come giustamente si crede, che lei è grande per il privilegio concessole da Dio, quello di nascere “Immacolata”, cioè senza essere contaminata dal peccato originale.
E’ vero, verissimo! Infatti, l’angelo Gabriele la saluta dicendole: “Rallegrati, piena di grazia: il Signore è con te”.
Però, il fatto di essere piena di grazia, è solo un privilegio. In esso non ci si vede nessun merito personale.
E allora, ci domandiamo ancora: Dove sta la vera grandezza di Maria?

Sta nel fatto che nella vita non ha commesso nessun peccato, in quanto ha voluto sempre mantenersi in sintonia con la volontà di Dio.

Come lo si dimostra?

In quello che il vangelo ci ha evidenziato dopo il saluto dell’angelo. Se il saluto ha messo in luce la sua grandezza per il “dono” ricevuto di essere “Immacolata”, lo stesso vangelo subito mette in luce la “corrispondenza” di Maria al dono ricevuto, con queste parole: “Ecco la serva del Signore: avvenga di me secondo la tua parola”.

Questo vuol dirci che anche la grandezza di noi credenti consiste nel “sì” di ogni giorno e di ogni momento, cosa che è sottesa dalla popolare espressione: “Sarà come piace al Signore”.

 A questo punto, vogliamo riflettere su quanto ci ha presentato la prima lettura.

Una cosa è certa. Nel nostro DNA è scolpito il desiderio di conoscere la Verità, di poterla seguire liberamente senza essere ingannati da nessuno, augurandoci di poter trovare in essa la nostra piena felicità.

Siccome la Verità, che conduce all’Amore e alla Gioia, non è altri che Dio, tutti noi anche se inconsapevolmente, alla fin fine, siamo alla ricerca di Dio, perché abbiamo grande sete di lui.

Ebbene, è proprio su questa sete che gioca il serpente tentatore, il diavolo. Egli inganna l’uomo, senza che se ne accorga. Gli fa credere che Dio non vuol fargli conoscere la Verità, non vuole fargli sapere dove consista il limite tra il bene e il male.

Allora Adamo, pensando che Dio fosse un rivale e che non volesse la piena realizzazione dell’uomo, non gli ubbidisce.

Poi, si rende conto di aver sbagliato nel credere a colui che per natura è un bugiardo e ingannatore. La conseguenza è che viene trovarsi “nudo”, cioè si rende conto di essersi spogliato di tutto, di aver perso tutto. Pertanto, si vergogna di incontrare Dio e, conseguentemente, si nasconde.

Anche noi, chi più chi meno, ci comportiamo nello stesso modo.

Non siamo anche noi, quando commettiamo il peccato, tra coloro che disobbediscono a Dio?

Di conseguenza, anche noi ci ritroviamo “nudi”, e quindi delusi, scontenti e insoddisfatti.

È un richiamo fatto a tutti per dirci che non possiamo assomigliare ad Eva, ma a imitare Maria. Solo così saremo vittoriosi sul nemico.

Dov’è la differenza tra il comportamento di Eva e di Maria?

Eva ha creduto alla parola del diavolo, Maria ha creduto alla Parola di Dio e ad essa si è resa disponibile.

Eva ha mangiato il frutto proibito, Maria ha accolto il frutto benedetto.  

Se anche noi ci fidassimo di più della Parola di Dio, cercando solo e sempre la sua volontà!

La nostra vita avrebbe tutto un altro sapore!

Sac. Cesare Ferri rettore Santuario San Giuseppe in Spicello

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"... io piego le ginocchia
davanti al Padre,

dal quale ogni paternità
nei cieli e sulla terra." (Ef. 3,14-15)

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