Riflessioni di don Ferri in ritiri
"Vieni al Padre, fonte di Misericordia"
17 gennaio 2026 * S. Antonio abate
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Beati pert gli insulti

   Riflessione dettata dal Rettore alle famiglie riunite in ritiro spirituale il 11 novembre 2012 nel Santuario San Giuseppe in Spicello di San Giorgio di Pesaro 
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Questa beatitudine sembrerebbe la nona, in realtà è una specificazione dell’ottava. È stata appena accennata l’altro mese, allorquando abbiamo parlato dei
“Beati i perseguitati per la giustizia, perché di essi è il regno dei cieli”.
Questa di oggi dice: “Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia”.

 C’è una differenza fra le otto, che sono alla terza persona e questa che è alla seconda persona. Quelle alla terza persona sono rivolte ai discepoli di tutti i tempi. Questa, alla seconda persona, è direttamente rivolta agli ascoltatori di allora e, oggi, a noi qui presenti. Credo bene, ora, fare una carrellata sulle otto beatitudini, annotando che hanno una duplice valenza.
La prima: il Signore è vicino a chi socialmente si trova nelle condizioni descritte, che, cioè, è povero, non arriva a fine mese, è senza lavoro, è invidiato, è odiato, non è considerato, è calunniato, è ammalato, è anziano. Se il Signore è vicino, ed è dalla loro parte, devono essere contenti perché non gli mancherà l’aiuto necessario.
La seconda: Doppiamente beati, invece, sono coloro che non si limitano ad ottenere questo aiuto, ma vivono aderendo a Dio e conformando la propria vita a lui, nelle diverse situazioni della medesima. Questo, a sua volta, otterrà un ulteriore aiuto del Signore per entrare nello “spirito” delle beatitudini, godendo pertanto di appartenere al Signore e di perfezionarsi ogni giorno. Ecco perché la liturgia ci ha dato questo messaggio nella festa di Tutti i Santi.
Pertanto, mettiamo in parallelo le due valenze.
Beati i poveri. Lo so – dice il Signore - c’è chi non vi rispetta, vi umilia, vi sfrutta; siete in situazioni disagiate; state contenti, io sono dalla vostra parte.
Però, dice ancora, imparate a non contare sull’appoggio degli altri; né sulla ricchezza, né sul potere, lasciandovi da essi condizionare, ma contate essenzialmente su di me.
Beati gli afflitti. Lo so – dice il Signore - c’è chi vi fa soffrire, ma io sono sempre con voi e vi sostengo nelle sofferenze e pian piano vi tiro fuori.
Però, imparate a non maledire; mettete in conto la sofferenza, posta dagli ostacoli del mondo, perché non vuole che compiate la volontà di Dio.
Beati i miti. Lo so – dice il Signore - c’è chi si approfitta della vostra bontà, ma state tranquilli, non vi mancherà la mia benedizione.
Però, nella vita, imparate a non indignarvi, a essere pazienti, a saper attendere nella speranza, mettendo tutto nelle mie mani.
Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia. Lo so – dice il Signore – che ricadete sempre nei soliti peccati, pur desiderando di non commetterli più, ma state tranquilli, io sono con voi, vi perdono e vi aiuto ad uscirne fuori.
Però, imparate anche a fare un cammino serio di perfezione, adoperandovi quotidianamente per cercare sempre la mia volontà: essa è sempre il vostro bene e, vi garantisco, ci riuscirete.
Beati i misericordiosi. Lo so – dice il Signore – che è più facile mettere in atto la legge del taglione; ma, chi è misericordioso, si mette dalla mia parte ed io potrò aiutarlo.
Allora, mettete in pratica il “rimetti a noi i nostri debiti, come noi li rimettiamo ai nostri debitori” ed io dimenticherò tutti i vostri peccati.
Beati i puri di cuore. Lo so – dice il Signore – che è più facile e spesso fa comodo ad essere falsi, bugiardi, menzogneri e ipocriti, ma io sono la Verità e solo se vivete di questa posso aiutarvi.

Pertanto, siate retti nelle intenzioni del cuore e nelle attività della vita; di conseguenza, non avendo la vista annebbiata, comprenderete bene le mie cose e mi vedrete presente in ogni istante.
Beati gli operatori di pace. Lo so – dice il Signore – non manca chi vi fa guerra, ma non preoccupatevi, perché io sono “il re della pace”.

Invece, voi fate il possibile per andare sinceramente d’accordo con tutti, non per il quieto vivere, ma per imitare me; con me l’amore vincerà l’odio.
Beati i perseguitati a causa della giustizia. Lo so – dice il Signore - che se volete seguire me, ci sarà chi vi si mette contro, ma io sono più potente di tutte le forze del male e, pur nell’apparente sconfitta, sarete vittoriosi.
Pertanto, mettete in conto tutto questo, non lasciatevi condizionare da nulla e andate avanti, perché solo così siete nella gioia dei figli di Dio.
Beati voi quando vi insulteranno, siamo nella riflessione di oggi.
Questa aggiunta all’ottava, come sopra detto, è quanto mai diretta a voi che ascoltate.
In concreto l’applichiamo a due situazioni: perché siete dell’ISF e perché difendete la vita matrimoniale e la famiglia. Quando uno va contro corrente, soprattutto in riferimento alla santità del matrimonio, scatena le forze del male che rispondono con persecuzioni, insulti, menzogne e calunnie.
Viene da richiamare, per incoraggiarci, il comportamento degli apostoli: “Essi se ne andarono via dal sinedrio lieti perché erano stati fatti degni di subire oltraggi per il nome di Gesù”.
Nella lettera ai Romani (12, 14-21), Paolo ci offre un blocco di esortazioni che tracciano l’itinerario del credente che accetta di andare contro corrente, pur rischiando l’insulto e la calunnia.
Ognuno, nel silenzio adorante che segue, prenda questi versetti, facendoci le proprie riflessioni.
Vivere la legge evangelica dell’amore non è facile; anzi umanamente impossibile; ma di certo gioioso, perché sperimenteremo la potenza del nostro Dio che combatte per noi.
La conclusione è quella stessa delle beatitudini: “Rallegratevi (la gioia del di dentro) ed esultate (saltate di gioia, manifestatela, gridatela, siate raggianti) perché grande è la vostra ricompensa nei cieli” (capaci di anticipare la felicità del paradiso).
Don Lamera, in proposito, commentava: "Sturate la bottiglia e fate festa"

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dal quale ogni paternità
nei cieli e sulla terra." (Ef. 3,14-15)

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